Pressione arteriosa e menopausa: quello che devi sapere (e che spesso non ti viene spiegato)
Feb 04, 2026
Scoprire di avere la pressione alta può essere spiazzante perché spesso succede all’improvviso, durante un controllo di routine, magari dopo anni di valori perfetti.
Ancora più destabilizzante è quando questo accade proprio in un periodo della vita in cui stai già affrontando cambiamenti importanti come la perimenopausa o la menopausa.
Molte donne mi dicono: “Ma com’è possibile? Mangio bene, mi muovo, non fumo. Perché proprio adesso?”
La risposta breve è: non stai sbagliando nulla.
La risposta completa è più articolata e passa inevitabilmente dagli ormoni, dal modo in cui cambiano nel tempo e da come dialogano con il sistema cardiovascolare.
Parlare di pressione arteriosa in menopausa non significa parlare solo di numeri, ma di prevenzione, qualità di vita e salute a lungo termine.
Ed è proprio da qui che voglio partire.

Cos’è davvero la pressione arteriosa (e perché aumenta con l’età)
La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie mentre il cuore lo pompa in tutto il corpo e viene espressa con due valori:
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pressione sistolica (la “massima”), quando il cuore si contrae
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pressione diastolica (la “minima”), quando il cuore si rilassa
Con il passare degli anni, è fisiologico che la pressione tenda ad aumentare; questo accade perché le arterie, progressivamente, perdono elasticità e diventano più rigide.
Un vaso meno elastico oppone maggiore resistenza al flusso sanguigno, costringendo il cuore a lavorare di più.
Entro i 60 anni, una diagnosi di ipertensione è molto comune, ma ciò che spesso viene sottovalutato è che nelle donne l’andamento della pressione non è lineare come negli uomini.
Donne e pressione: una storia diversa da quella maschile
Nel complesso, l’ipertensione è più frequente negli uomini in età giovane-adulta, tuttavia, nelle donne esistono finestre di vulnerabilità specifiche, legate ai cambiamenti ormonali:
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gravidanza
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post-partum
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perimenopausa
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post-menopausa
Durante questi periodi, il rischio cardiovascolare può aumentare in modo significativo ed i dati ufficiali mostrano che le donne sono soggette ad un incremento più rapido e più marcato della pressione con l’età, tanto che dopo i 60 anni la prevalenza di ipertensione femminile supera quella maschile.
Questo cambio di scenario coincide quasi sempre con la menopausa e... Non è una coincidenza!
Perché la pressione alta non va mai ignorata
La pressione alta è spesso definita un killer silenzioso non perché sia improvvisa, ma perché non dà sintomi evidenti, almeno nelle fasi iniziali; eppure, se non controllata, può nel tempo:
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aumentare il rischio di infarto
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aumentare il rischio di ictus
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danneggiare i reni
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favorire lo sviluppo di scompenso cardiaco
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accelerare l’invecchiamento vascolare
Come avrai già intuito, in menopausa questo tema diventa centrale perché, parallelamente all’aumento della pressione, viene meno la protezione cardiovascolare esercitata dagli estrogeni.
Come capire se hai la pressione alta
Molte donne scoprono di avere la pressione alta quasi per caso. Mal di testa, capogiri o palpitazioni non sono segnali affidabili; abbiamo già accennato al fatto che, nella maggior parte dei casi, l’ipertensione non si sente, cioè é asintomatica.
L’unico modo per saperlo è misurare la pressione con regolarità, soprattutto se sono presenti fattori di rischio come:
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età
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familiarità
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sovrappeso
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alimentazione sbilanciata
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sedentarietà
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consumo eccessivo di alcol
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stress cronico

Una pressione uguale o superiore a 140/90 mmHg, se confermata da più misurazioni, rientra nella definizione di ipertensione.
Ormoni femminili e pressione: un legame profondo
Qui entriamo nel cuore del problema.
1. Il ruolo dell’estradiolo
L’estradiolo, il principale estrogeno femminile, svolge un ruolo fondamentale nel sistema cardiovascolare. Tra le sue funzioni:
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favorisce la vasodilatazione
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migliora l’elasticità dei vasi
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sostiene la funzione endoteliale
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contribuisce a mantenere un profilo lipidico favorevole
In pratica, aiuta il sangue a scorrere meglio, mantenendo la pressione più bassa.
Durante la perimenopausa, i livelli di estradiolo iniziano a fluttuare in modo imprevedibile; in menopausa, però, si stabilizzano su valori molto bassi.
Questo non provoca automaticamente ipertensione, ma aumenta il rischio cardiovascolare complessivo. Questo è uno dei motivi per cui, le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la prima causa di morte nelle donne, superando di gran lunga il tumore al seno.
2. Colesterolo, infiammazione e rigidità vascolare
Con la riduzione degli estrogeni:
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il colesterolo LDL tende ad aumentare
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l’HDL può ridursi
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aumenta l’infiammazione sistemica
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peggiora la funzione endoteliale
Se a questo quadro si aggiunge una pressione alta, il rischio cardiovascolare non si somma: si moltiplica.
3. Progesterone e testosterone: alleati sottovalutati
Spesso si parla solo di estrogeni, ma anche altri ormoni giocano un ruolo importante:
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il progesterone ha un effetto rilassante sulla muscolatura liscia dei vasi
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il testosterone, presente anche nelle donne, favorisce il flusso sanguigno e può contribuire al controllo pressorio
La menopausa non è quindi solo una “carenza estrogenica”, ma una riprogrammazione complessa dell’intero equilibrio ormonale.
Perimenopausa, menopausa e ipertensione: causa o associazione?
Una domanda frequente è: “La menopausa causa la pressione alta?”
La risposta più corretta è: non direttamente, ma crea le condizioni perché emerga.
Cerco di spiegarmi meglio: la perdita della protezione estrogenica rende il sistema cardiovascolare più vulnerabile agli stessi fattori di rischio che prima il corpo riusciva a compensare meglio.
È come togliere una rete di sicurezza.
Posso fare la TOS se ho la pressione alta?
Qui è fondamentale fare chiarezza, perché su questo tema circola ancora molta disinformazione.
Una cosa che mi viene riferita molto spesso è: “Ho la pressione alta, quindi non posso fare la TOS”
Questa convinzione nasce dall’esperienza con le vecchie terapie ormonali, basate su:
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estrogeni sintetici
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somministrazione orale
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progestinici di sintesi
Queste formulazioni potevano effettivamente aumentare la pressione e il rischio cardiovascolare, ma è un problema ormai superato dalle formulazioni più recenti.
La realtà oggi, é ben diversa.
La TOS bioidentica, soprattutto se somministrata per via transdermica (cerotti, gel, spray):
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non aumenta la pressione
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in molti casi la migliora
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non interferisce negativamente con i farmaci antipertensivi
L’estradiolo transdermico bypassa il fegato, evitando l’attivazione di meccanismi che possono influenzare la pressione arteriosa.
Per questo motivo, l’ipertensione non è una controindicazione alla TOS, se ben impostata e monitorata.
In alcune donne, con il tempo, si osserva persino una riduzione del fabbisogno di farmaci per la pressione.
Menopausa e pressione: uno sguardo integrato
La gestione della pressione in menopausa non è mai una questione di un singolo intervento ma il risultato di un equilibrio dinamico tra:
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ormoni
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movimento
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stress
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eventuali terapie farmacologiche
Ridurre tutto a “mangia meno sale” è semplicistico e spesso inefficace.
Stile di vita: cosa fa davvero la differenza
Un approccio efficace include:
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monitoraggio regolare della pressione
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attività fisica costante, adattata alla fase di vita
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alimentazione semplice, fatta di cibi poco processati
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moderazione di alcol e caffeina
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gestione dello stress cronico
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aderenza alle terapie prescritte
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valutazione personalizzata della TOS
Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, non si tratta di perfezione, ma di coerenza nel tempo.
Menopausa e salute cardiovascolare: cambiare prospettiva
La menopausa non è una malattia, ma è un momento di svolta biologica.
Per questo motivo può e deve essere anche un’occasione preziosa per rimettere al centro la salute del cuore, dei vasi, del metabolismo.
Soprattutto, una diagnosi di pressione alta non deve essere vissuta come un fallimento personale ma come un segnale del corpo che chiede attenzione, ascolto e, spesso, un approccio più integrato.
Prendersi cura della pressione oggi significa proteggere la tua energia, la tua autonomia e la tua qualità di vita negli anni che verranno.
Risorse ed Approfondimenti
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